SALVATE IL BONT!

... ed altri ricordi "real ale" in Galles e Inghilterra

A SAD STORY

Il turismo birrario in Regno Unito richiede una certa pratica e attenzione. Al volante, un'autista (Rosalba) disposta a seguire con rapidita' le indicazioni repentine del navigatore ("ehi!!! ci dovrebbe essere un pub imperdibile in un villaggio che si raggiunge da quella stradina che abbiamo incrociato 10 secondi fa! Torniamo indietro!!), ad eseguire ripetute manovre e inversioni marcia e ad infilarsi con coraggio in stradine larghe esattamente come l'automobile presa a noleggio. Al fianco dell'autista, un navigatore (io) attratto -ma non distratto!- dalle bellezze paesaggistiche, impegnato a decifrare una dettagliata e voluminosa carta stradale insieme all'indispensabile Good Beer Guide del CAMRA.

campagna gallese

Siamo nel nord del Galles, lasciata da poche ore la bella cittadina di Conwy, quando mi accorgo che in zona c'e' un pub molto consigliato nel piccolo villaggio di Bontwynedd (occhio! ce ne sono due con questo stesso nome in due zone diverse). La ricerca del pub (il Dolben Arms, chiamato affettuosamente "The Bont" dalla gente del posto) e' pero' altrettanto difficoltosa: non vi e' alcun cartello indicante la direzione del villaggio ma proviamo ad infilarci in qualche strada secondaria (molto secondaria!). Qualcuno ci indirizza nella direzione giusta (forse...), chiediamo ancora ad alcune persone, ma non conoscono neppure l'esistenza del luogo... eppure dovremmo essere a nemmeno un chilometro!
La fortuna sembra aiutarci: entriamo in una zona boscosa ed ecco comparire il nome cercato: non e' neppure un villaggio, ma una località; ecco quello che dovrebbe essere il pub, ma non sara' mica chiuso? non vediamo anima...
Mentre rallentiamo per orientarci, si affianca un'auto: il guidatore e' un uomo di mezza eta' con i baffetti, e con sorriso un po' malizioso ci chiede "vi siete persi, vero?" "No, cerchiamo un pub, il Dolben Arms...." Il sorriso svanisce in un attimo dal suo volto, che si incupisce: "It's a sad story" - ci dice scuotendo il capo. Ci racconta che il pub e' stato chiuso e forse non riaprira' piu', perche' e' stato venduto per ricavarne degli appartamenti di lusso per villeggiatura. L'uomo sembra davvero sconsolato. Poi si riprende, e chiede se abbiamo bisogno di indicazioni. Gli spiego dove dobbiamo andare ed inizia ad accennare a svolte, stradine e scorciatoie, poi cambia idea: "seguitemi, vado anch'io in quella direzione". La sua auto scatta subito a tutta velocita', per scomparire fra le siepi. Ci lanciamo anche noi all'inseguimento; mentre sfrecciamo per la stradina di campagna, ogni tanto le siepi che la delimitano ai lati si aprono, svelando idilliaci e fatati paesaggi rurali, prati, boschi, greggi, colline... fra i piu' belli che abbiamo visto nel corso del viaggio. Rosalba frigge perche' vorrebbe fermarsi a fotografare, ma non e' possibile perchè non vogliamo perdere il contatto visivo con la nostra guida.

Arriviamo finalmente alla strada principale e prima di salutarci ci fermiamo ancora a scambiare due parole: il tizio si apre e ci da' qualche ragguaglio in piu' sulla vicenda del pub (c'e' anche un sito di riferimento per la campagna contro la chiusura: www.saveourbont.co.uk); da quel che capisco era un riferimento antico ed importante per la comunita'.
"A sad story" ripete ancora mentre ci accomiatiamo, e queste parole ed il suo volto rattristato ci sono rimasti impressi per un po', facendoci capire come per gli inglesi un pub, il "proprio" pub non e' solo un posto qualsiasi dove bere birra, ma qualcosa di ben piu' significativo per tutta una comunita'.

BAR PIU' LUNGO DEL MONDO

Porthdinllaen

Il Galles dal punto di vista paesaggistico non ci ha davvero delusi: e' una regione da scoprire, le sue bellezze sono spesso nascoste e da cercare: spiagge, scogliere, castelli, cattedrali...
Dal punto di vista birrario, pero', il tour non e' stato eccezionale: anche con la GBG in mano, si possono trovare sì buoni pub, a volte con prodotti di birrerie locali, ma con varieta' molto limitata: mi e' capitato anche tre volte di fila di trovare sempre la stessa ale... e inoltre (come ci e' capitato in Cornovaglia) di mild, brown, stout nemmeno l'ombra! Mi son fatto l'idea che la zona migliore come scelta e'qualita' delle real ale sia l'Inghilterra al di fuori di Londra, mentre le zone "periferiche" e la capitale danno meno soddisfazioni. In questo report-non-report del nostro giro in Galles e Inghilterra "rurale" non mi dilungo nei dettagli turistici (sono da scoprire, ho detto!) e nemmeno troppo in quelli birrari, ma almeno un posto notevole per entrambi gli aspetti voglio segnalarlo.

Porthdinllaen e' davvero un luogo da scoprire. Avevamo intravisto una foto di questo minuscolo villaggio costiero e ci eravamo prefissati di trovarlo, ma non l'avevamo ben identificato; sulla carta stradale era riportato quel nome ma sembrava una zona di costa e non un villaggio. Una sera, passeggiando sulla spiaggia della penisola di Lleyn, vediamo delle luci in lontananza e la mattina dopo chiediamo informazioni: si, e' proprio quello Porthdinllaen! Il posto non e' raggiungibile in auto, ma solo a piedi in una mezz'oretta, passando lungo la spiaggia (marea permettendo) o su un sentiero attraverso un campo da golf. Ne vale la pena, e' davvero suggestivo: non piu' di dieci case affacciate direttamente sulla sabbia, una spiaggia bella, tranquilla e silenziosa. C'e' perfino un pub, proprio sulla spiaggia.

Pranzo al Ty Coch Inn

Quando entriamo la "landlady" ci chiede di dove siamo, poi un po' divertita e stupita ci domanda come diavolo abbiamo fatto a capitare in quel villaggio. Il pub e' bello e in ottima posizione, ma il mio occhio birrofilo nota l'assenza di "handpump" di autentica real ale. Sono disponibili però tre o quattro birre rifermentate in bottiglia di una microbirreria locale (Purple Moose)! Vista la bellezza del posto, la presenza di queste birre (rivelatesi ottime, specie la Glaslyn Ale) e (non ultimo) la presenza nel menu di invitanti piatti di granchio fresco, decidiamo di goderci la soleggiata mattinata sul posto e di fermarci a pranzo. Mangiamo l'ottimo granchio e beviamo le birre su un tavolo ai bordi della spiaggia... la landlady (molto orgogliosa del suo locale) afferma che il suo pub ha il bar piu' lungo del mondo: l'intera spiaggia!

BIRRA SOTTO LA LUNA

Al Church Inn

Rientrando in Inghilterra, nelle contee rurali dello Shrospshire e dell'Herefordshire la scena birraria si fa subito interessante. Nell'incantevole e antica cittadina di Ludlow (centro gastronomico dell'Inghilterra) il Church Inn ci accoglie con una bella selezione di otto real ale, di cui sette della zona (inclusa una mild, la gustosa Hobson's, e una localissima e ottima Ludlow Gold). Dopo aver provato le prime quattro, la simpatica e gentile biondina al banco ci offre un assaggio di ciascuna delle altre. Lungo la strada per Hereford ci sono altre microbirrerie locali con annesso pub "brewery tap". A Hereford, per l'ultima birra prima di ripartire, possiamo addirittura scegliere, nella stessa via, tra due pub (altamente raccomandati dalla GBG) "sedi" di altrettante birrerie del posto: Wye Valley o Spinning Dog? Scegliamo il piu' vicino, vince Wye Valley per poche decine di metri. Ne approfittiamo per assaggiare la birra celebrativa per la promozione della locale squadra di calcio, la scura e vellutata Bull's Up. Ma la scelta di far tappa a Hereford non e' solo dovuta alla bella cattedrale dove e' conservata la Mappa Mundi, forse la carta geografica terrestre piu' antica che esista. Ebbene si, c'e' un festival del CAMRA! Non esiste solo il GBBF con le sue 400 e passa real ale, ci sono anche simpatici festival locali, con una selezione di "sole" 80 o 100 real ale: quello di Hereford, a luglio, e' uno di questi.

La location e' davvero bella: al Rowing Club, un grande prato sulle rive della Severn, un tendone che ospita i "cask" (un centinaio di real ale, naturalmente a caduta) e banchi con libri e gadget; per chi preferisce stare all'aperto ci sono tavoli e sedie in riva al fiume per godersi la piacevole sera fresca e.. ventilata, mentre un altro prato e' riservato alle tende. Mi sembra di essere al festival Artebirra di Pasturana, e immagino da un momento all'altro di veder spuntare Kuaska o Davide o vedere Billy impegnato alle spine... a parte questo, l'unica differenza (a favore, devo dire, di Hereford) e' la musica... un gruppo che ha suonato tutta la sera musica anni '70 in maniera egregia. Sorseggiamo le ultime birre con tranquillita', guardando la luna specchiarsi nel fiume che scorre pigramente... il Festival purtroppo sta terminando, ma il ricordo di questa piacevole serata e di tutto il viaggio non ci abbandonera' per un bel po'!

Hereford Festival Hereford Festival
Al Church Inn

Alcuni Pub e negozi consigliati
Ty Coch Inn - Porthdinllaen, Gwynedd - Wales
Sloop Inn - Porthgain, Pembrokshire - Wales
Farmers Arms - Goas St, St. Davids, Pembrokshire - Wales
New Inn - 16 Northgate St, Gloucester - England
Church Inn - The Buttercross, Ludlow, Shropshire - England
Barrels (Wye Valley) - 69 St. Owens St, Hereford - England
Conwy Fine Wines - 19 High St, Conwy - Wales (beershop)
The Marches Little Beer Shoppe - 2 Old St, Ludlow, Shropshire - England


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